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A tutta birra | Pubblicato in DoctorWine N°187

La vera birra di Natale

di Alessandro Brizi 09-12-2016

“Aveva un viso largo e un po’ di pancia rotonda, che, quando rideva, si scuotevano come una ciotola di gelatina”. È questa la descrizione che Clement Clarke Moore, professore di lingue e letterature orientali nella prima metà dell’Ottocento a New York, fa di Babbo Natale sul quotidiano Sentinel Troy martedì 23 dicembre 1823: data ufficiale di nascita del “moderno” Santa Claus. Moore, per la prima volta, fa comparire Babbo Natale tra il 24 e il 25 dicembre, al posto del 6 dicembre, giorno di San Nicola, e, nel medesimo istante gli affianca le renne Dasher, Dancer, Prancer, Vixen, Comet, Cupid, Donner e Blitzen (Saetta, Ballerino, Schianto, Guizzo, Cometa, Cupido, Tuono e Lampo). Tra queste ultime manca ancora Rudolph, la nona renna, quella dal naso rosso che fa luce alla slitta e comparirà in un secondo momento. Babbo Natale non è più quindi San Nicola, il vescovo di Mira protettore dei bambini, ma una sorta di supereroe del New England che, durante la Guerra Civile Americana, così come ci racconta il vignettista Thomas Nast, combatte nelle fila dell'Unione con varie colorazioni della giubba, dal marrone al rosso, passando per il verde e il “classico” blu nordista; per vedere la pubblicità della Coca Cola, che lo raffigurerà esclusivamente in rosso, bisogna aspettare al 1920.

Babbo-Natale-birra

Babbo Natale tradizionalmente beve birra, esclusivamente birra, non Coca Cola. Anche il suo alter ego, il Grinch, nato nel 1957 dalla penna del fumettista Theodor Seuss Geisel, beve birra ma è diversa da quella di Santa Claus, che, ovviamente è una birra di Natale. Speciale, speziata, stagionale, unica nel suo genere e, forse, irripetibile, la birra di Babbo Natale la immaginiamo dai sentori decisi, più o meno dolce e anche abbastanza alcolica.

Birrificio

Tante le scelte, per noi e per Santa Claus, tra queste la più famosa è senza alcun dubbio la Samichlaus Classic, nata nei primi anni Ottanta nella brasseria svizzera di Hurlimann. Questo vero e proprio nettare (fra un po’ scopriremo il perché) viene prodotto tutti i 6 dicembre, in onore a San Nicola, per essere infine imbottigliata 11 mesi più tardi e bevuta durante il seguente Natale. Per anni, con il suo 14% di alcol ha rappresentato la birra più alcolica del mondo, meravigliando i consumatori per la sua ricchezza, invero non solo di alcol, e per la sua complessità. Rara e mai banale, la Samichlaus Classic (esiste anche una versione Helles) dal 2000 è prodotta dall’azienda austriaca Schloss Eggenberger (quello della Urbock 23), titolare dalla fine degli anni Novanta dei diritti e della ricetta.

Mentre Babbo Natale si gode la sua birra occhi vivaci e furtivi lo spiano di soppiatto, sono quelli degli elfi, aiutanti “moderni” di Santa Claus, letteralmente sfiniti dal duro lavoro imposto dalla festività. Anche loro bevono birra, la loro birra… ma questa è un’altra storia, che racconteremo il 23 dicembre, spostandoci nell’Oxfordshire, nel birrificio Ridgeway.

Samichlaus Classic

Brauerei Schloss Eggenberg
Punteggio - Regione Vorchdorf
Categoria Scura Nazione Austria

Di colore marrone con evidenti lampi e riflessi rossi, è caratterizzata da schiuma cremosa color panna e avorio. Olfatto subito inebriante, intenso, ampio e complesso dove si sciolgono aromi di frutta secca, cioccolato, Brandy, datteri, fi...

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