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A tutta birra | Pubblicato in DoctorWine N°162

Birra di Fiandra

di Alessandro Brizi 17-06-2016

Nella fantasia dello scrittore spagnolo Arturo Pérez-Reverte il capitano Alatriste, protagonista dell’omonimo romanzo storico e divenuto famoso ai più grazie all’intensa interpretazione cinematografica fornita dall’attore Viggo Mortensen nel film del 2006 Il destino di un guerriero, conosceva bene le usanze, i cibi e la birra delle Fiandre. Proprio nel racconto del ritorno in questo conteso lembo di terra e di acqua, dove “la guerra non finisce mai” si chiude il romanzo, di Pérez-Reverte, con Diego Alatriste che torna a servire, ancora una volta dopo il vittorioso assedio di Breda del 1624, l’italiano Don Ambrogio Spinola Doria, generale di Spagna e comandante di quella prima multinazionale della guerra che passò sotto il nome di Armata delle Fiandre. Ama il vino ma beve anche birra il capitano Alatriste, una bevanda mai troppo scura quella delle Fiandre ma densa, poco dolce e molto forte, più forte di tutte le altre. Era questo il nettare d’orzo (e non solo) brassato nella prima metà del Seicento nel territorio più conteso d’Europa. Era così il fluido ambra che dissetava, stordiva e illudeva i mercenari sotto le insegne della Spagna così come gli uomini dell’esercito dei Pezzenti: protestanti, orangisti e alla fine vittoriosi nella lotta per l’indipendenza di quelle Province Unite che oggi sono i Paesi Bassi.
A poco più di trent’anni dall’assedio di Breda, nel 1659, lo spicchio più meridionale delle Fiandre passò alla Francia, in seguito gli accordi della Pace dei Pirenei, diventando parte del dipartimento delle Fiandre e Hainaut. Ancora oggi, pur essendo il francese la sola lingua ufficiale della zona, la maggior parte della popolazione parla il fiammingo occidentale (olandese) a ricordo di quel legame indissolubile che unisce questo lembo di terra della regione Nord-Passo di Calais a quell’anima pura delle Fiandre, formatasi nella turbolenta prima metà del Seicento.
A ricordare tali radici la bevanda ufficiale della zona, una birra non più così densa come quella bevuta dal capitano Alatriste ma dalla personalità talmente spiccata da renderla un vero ponte tra due culture: la francese, golosa e carnale, e la fiamminga, rigorosa e disciplinata. La Brasserie de Saint-Sylvestre, in Route de la Chapelle a Saint-Sylvestre-Cappel (piccolo paese nel cuore delle Flandres), rispecchia al massimo questa sintesi di civiltà e territorio. L’ultima fabbrica oggi di birra delle Fiandre francesi, ubicata in una zona collinare ricca di sorgenti, era sicuramente presente e attiva ben prima della Rivoluzione del 1789, anche se assurse agli onori delle cronache solo agli inizi del Novecento, grazie a Louis Dehaene che pose le basi dell’odierna brasserie. La consacrazione mondiale si ebbe poi nel 1985, con il lancio del brand Trois Monts, birra divenuta in pochi anni un vero punto di riferimento per i beer lover di tutto il mondo.
Tradizionali sin nel midollo, le birre della Brasserie de Saint-Sylvestre coniugano potenza ed eleganza, golosità nelle dolcezze dei malti e “freschezza” nelle sensazioni amare e profumate dei luppoli, il tutto unito da una rigorosità di stile di pura scuola fiamminga. Esempio massimo di tale filosofia è la bière de garde 3 Monts, artigianale nettare prodotto con malto d’orzo delle Fiandre e luppoli in parte coltivati localmente (una porzione viene dalla Germania), che si fregia del marchio “Houblon des Flandres”, garanzia di quell’antica tradizione delle Bières des Flandres. Le bière de garde, “birre di conservazione”, fanno parte della famiglia delle Ale e sono famose per la loro maturazione in cantina e per una densità gustativa che talvolta diventa pura potenza. La 3 Monts è un archetipo della tipologia, un esempio e un modello imitato in tutto il mondo e al contempo incomparabile perché figlia di un terroir da vero grand cru della birra.

3 Monts

Brasserie de Saint-Sylvestre
Punteggio - Regione Fiandre
Categoria Bionda Nazione Francia

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