|A tutta birra

A tutta birra | Pubblicato in DoctorWine N°193

Ama, una bionda felliniana

di Alessandro Brizi 20-01-2017

“Ma voi che siete a Rimini, tra i gelati e le bandiere, non fate più scommesse sulla figlia del droghiere”. Così canta Fabrizio De André in Rimini, brano che dà il nome all’omonimo album del 1978, un testo storico e onirico allo stesso tempo, dove il parallelismo tra Teresa, figlia di pirati e droghieri, e la scoperta dell’America, assume le caratteristiche di un racconto felliniano, condito di anticolonialismo e un pizzico di ribellione. La Rimini di De André, così come quella di Federico Fellini nel film Amarcord (premio Oscar nel 1975) è un luogo senza tempo, una dimensione assolutamente personale, un cangiante spazio di carne e spirito dove, quotidianamente, si manifesta l’arte.

L’arte qui è anche birra e non poteva chiamarsi che Amarcord, nome di un piccolo birrificio, nato nel 1997 proprio sul lungomare della città costiera e trasferitosi nel 2009 ad Apecchio, nell’Appennino marchigiano, per ridurre al massimo modi e tempi di approvvigionamento della preziosa acqua del Monte Nerone, ingrediente “segreto” di tutte le birre prodotte. A guidare il birrificio, oggi famoso in tutta Italia (le birre sono tra le più vendute all’interno dell’offerta brassicola artigianale tricolore) e nel mondo, è il giovane Andrea Bagli, coadiuvato da Andrea Pausler, vero genio della “cotta” ed ex mastro birrario del celebre birrificio britannico Thornbridge.

La produzione di Amarcord non è solo di qualità ma anche un’eccellenza culturale e territoriale, dove tecnologia, storia, arte, letteratura e territorio si fondono e si mescolano in ogni birra che, tuttavia, rimane sempre un prodotto altamente artigianale.  Ogni etichetta è realizzata da un artista: Robert Miccoli, che disegnò le stanze dell’hotel La Gradisca a Rimini, ha realizzato il design della linea classica; le etichette della linea Ama sono state invece create da Milton Glaser, famoso designer americano noto in tutto il mondo per il logo “I love New York”, mentre l’habillage della Riserva Speciale è stato realizzato dal poeta e scrittore Tonino Guerra, sceneggiatore insieme a Fellini della pellicola Amarcord. La ricetta di quest’ultima birra è frutto della collaborazione con Oliver Garrett, mastro birrario della Brooklyn Brewery di New York, che tra gli ingredienti ha inserito visciole, prugnoli e miele di millefiori, prodotti del territorio cari al poeta di Santarcangelo di Romagna.

La birra da noi assaggiata fa parte della linea Ama, ideata da Oliver Garrett e orientata perlopiù alla ristorazione. Tre le birre all’interno di questa specifica gamma: la Bionda, la Bruna e la Mora, rispettivamente una Golden Ale, una Strong Belgian Ale e una Imperial Porter di eccezionali fattura e ricchezza. Quello che colpisce è l’assoluta contiguità con lo stile di riferimento e, al contempo, una tipicità tutta local che rende queste tre espressioni brassicole uniche e originali. I sentori di caffè nella Mora, quelli delle spezie nella Bruna e gli agrumi nella Bionda le rendono mediterranee, anzi, adriatiche, luminose ma non troppo, “calde”, ma mai invadenti, piacevoli e mai spossanti; in poche parole delle fantasie felliniane liquide e alla portata di tutti.

Ama Bionda

Birra Amarcord
Punteggio - Regione Emilia-Romagna
Categoria Bionda Nazione Italia

Color oro, solare, lucente, quasi abbagliante nel calice che subito sprigiona intensi aromi di arancia bionda, limone d’Amalfi e mandarino cinese. Si affacciano poi note di cereali appena tostati, fiori di acacia, mele e cenni di erbe off...

di Alessandro Brizi 20-01-2017